Un po’ di storia

 

E’  il 1532 quando inizia la vera e propria colonizzazione portoghese del Brasile ed è da qui che inizia il lungo viaggio nel tempo alla ricerca delle origini del Fila Brasileiro. Un esotico ed affascinante cammino attraverso quattro e più secoli di storia segnati da invasioni, esplorazioni dell’interno, schiavizzazione dei nativi, pericoli della giungla, caccia al giaguaro, battaglie e ancora la schiavitù dei neri africani e le rivolte in cui cani e uomini hanno condiviso strettamente un cammino difficile in una terra vasta, selvaggia e ostile.
Esiste pochissima documentazione sul passato della razza per cui si è in gran parte  teorizzato un possibile percorso evolutivo, piuttosto che dimostrarlo. Di sicuro furono gli antichi cani europei i progenitori della razza, e di sicuro bulldog, mastiff e bloodhound ebbero un ruolo importante. Oltre naturalmente ad alcune razze autoctone. Come e quando ciascuna di queste intervenne nella formazione del fila è piuttosto difficile da sapere. Si può senz’altro affermare che in Brasile fino al 1950 tutto quello che si sapeva del fila era che si trattava di un grosso cane rustico e aggressivo che viveva all`interno del paese, sopratutto a Minas Gerais e in  percentuale minore all’interno degli stati di San Paolo, Mato Groso e Goias. Chiamato anche cabeçudo, boyadeiro o onceiro da sempre lavorava con l’uomo nelle fattorie, occupandosi del bestiame, cacciando, facendo la guardia. Il fila era in sostanza un cane rurale, utile e conosciuto bene solo dagli uomini che lo utilizzavano quotidianamente.
La prima comparsa in esposizione fu nell’anno 1939,  la seconda solo nel 1943. Nel 1947 risulta l’iscrizione della prima cucciolata al Kenel Club Paulista. Ma fu il 1948 ad essere decisivo per lo sviluppo della razza. In quell’ anno infatti  il dr. Paulo Santos Cruz, che sara` riconosciuto in seguito come padre della razza moderna,  si imbatte` per la prima volta nel fila. La storia dell’incontro e` affascinante:  resosi conto in seguito ad un innocente invasione di ragazzini in cerca di una palla smarrita che i cani da “guardia” che possedeva non erano assolutamente in grado di fare il loro lavoro, consigliato da un amico, volle vedere un fila. Impressionato si decise a sostituire i sui cani con quelli di quella “nuova” razza e si appassionò ad essa a tal punto  da divenirne allevatore e giudice e facendo contemporaneamente nascere  un vero interesse  per la razza a livello nazionale, interesse che crebbe velocemente e in pochi anni nacquero molti altri allevamenti.
Nel 1950 lo stesso Paulo Santos Cruz diede inizio all’elaborazione di uno standard di razza. Nel 1968 la FCI avrebbe riconosciuto ufficialmente la razza.
Negli anni 70 si verifico` un vero boom commerciale del molosso brasiliano, le richieste sia all’interno del Brasile che all`estero si moltiplicarono a dismisura, per cui aumento` di pari passo la produzione di cuccioli e spesso a discapito della qualita`.Ad aggravare la situazione prese piede il fenomeno del meticciaggio. Molti allevatori presero a incrociare il fila puro delle fazendas con mastiff, mastino napoletano e alano tedesco per alzarne ed ingrossarne la taglia. Questi esemplari impuri, dotati pero` di  pedigree ufficiale, entrarono di prepotenza nelle case, negli allevamenti e spesso andarono a formare la base portante di importanti allevamenti all’estero. Ne seguirono dunque svariate controversie che portarono nel 1975, alla chiusura il registro ufficiale del fila brasileiro. Si continuò a discutere per diversi anni della questione   finchè si giunse però, alla fine degli anni ’70, alla rottura tra la CBKC, ossia l’organo ufficiale della cinofilia brasiliana, e coloro che invece la ritenevano poco incline a prendere seriamente il fenomeno del meticciaggio. Nacque così il  Clube de Aprimoramento do Fila Brasileiro (CAFIB) con l’intento di far fronte al problema. In qualche modo la strenua lotta di questi appassionati si fece sentire e fu così che nel 1983 circa 30 importanti allevatori si riunirono in un congresso nazionale a Rio de Janeiro, spinti dalla motivazione che era necessario stipulare accordi  che avessero potuto migliorare la razza. In seguito a questo incontro, nel 1984 venne redatta  la 3° edizione del pedigree ufficiale, rimasto in vigore fino ad oggi, se non per alcune modifiche intervenute nel 1987, nel 1991 e l’ultima nel 2004.

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